La Perugia del futuro, i 4 ‘assi’ per cambiare la città | Ma per andare dove?

Perugini a dibattito su Arconi, Mercato Coperto, Turreno e Fontivegge | Progettazioni importanti in passato affidate a figure come Aldo Rossi e Jean Nouvel, ora a chi tocca?

Arconi, Mercato Coperto, Turreno e Fontivegge. Quattro opere in grado di modificare profondamente il profilo di Perugia, dalla periferia sino all’acropoli. Progettazioni che nascono anche grazie ai circa 40milioni di euro di investimenti che nei prossimi anni pioveranno su Perugia per ripensare la città. Una cascata di fondi per nutrire idee e progetti trasparenti. Quattro interventi che determineranno l’appetibilità di Perugia e che potrebbero consentire di tornare ad essere la città fulcro vitale della regione, con un occhio al futuro e all’Europa. In una delle sale di Umbrò, la società civile ha voluto parlarne insieme a Giovanni Tarpani e la professoressa Claudia Minciotti Tsoukas.

Le trasformazioni di Perugia – ha detto Minciotti Tzoukas – sono state sempre lente ma una volta la città aveva una forte volontà di crescita, come accadde per le scale mobili alla Rocca Paolina, che oggi è svanita. Le cause sono tante ma ora ci vorrebbe un rinnovamento, una rivoluzione morale e culturale che dovrebbe passare per le coscienze dei cittadini”.  C’è stato un tempo in cui si affidava la messa in atto di progetti importanti per la città ad alte professionalità. Basti pensare a piazza del Bacio dove negli anni Ottanta nasce il progetto architettonico più importante di tutta Perugia del Novecento. A pensarlo fu Aldo Rossi, vincitore poi del Premio Pitziker per l’architettura. Poi, negli anni più recenti, arrivò anche l’aspetto architettonica de Minimetrò curato da Jean Nouvel, già autore della Torre di Agbar a Barcellona e del Musèe du quai Brandly di Parigi. “La progettazione di queste 4 opere che modificheranno Perugia chi la sta facendo?”  – si è chiesto Tarpani  rivolgendosi all’amministrazione comunale. “Se la politica non si pone domande su quale città vuole per il suo futuro allora dovranno iniziare a farsele i cittadini stessi“. Il rischio è, quindi, che le progettazioni possano mancare di qualità.

Arconi

Il dibattito cittadino è iniziato proprio dagli Arconi . “Torniamo a chiamarli Arconi medievali, così qualcuno si ricorda cosa sono”, dice Vanni Capoccia”. “La precedente Amministrazione – spiega Tarpani –aveva posto in essere un progetto di qualità, con l’utilizzo di materiali come legno, acciaio e vetro, che è stato poi cambiato in base ad una scelta di risparmio. La parola risparmio di fronte ai cambiamenti storici, epocali che la città di Perugia si trova ad affrontare suona davvero male – ha evidenziato Giovanni Tarpani – . Ora come non mai serve una dialettica delle idee che manca da troppo tempo. Che visione del futuro abbiamo di questa città”? Sugli Arconi c’è molto da dire, ma una volta superata la polemica del cemento di troppo, bisogna passare a quella della funzione che questo spazio dovrà avere. “Non c’è trasparenza e serve quindi chiarezza – ha aggiunto la professoressa Minciotti Tzoukas – perché il progetto degli Arconi non può cambiare da un giorno all’altro senza sapere come e perché”. “Che città vogliamo? – ha proseguito – Vogliamo un centro storico dove a comandare è l’ottica del terziario o una città in cui mettere in evidenza le qualità e le eccellenze perugine e regionali?”.

Fontivegge

Dei progetti che riguardano Fontivegge si sa quasi tutto: dalla riqualificazione del parcheggio ex Metropark con l’obiettivo di garantire una migliore accessibilità a tutta l’area della stazione, il recupero dell’edificio ex scalo merci per la realizzazione di un centro di grafica avanzata e, infine, il recupero della palazzina Rfi e dell’area di pertinenza per finalità di tipo sociale. Per ridare linfa vitale a quello che è il quartiere più difficile della città, il governo mette a disposizione 16 milioni di euro. Ma a Fontivegge ci sono anche gli 11 milioni, per la maggior parte fondi europei e del governo e un cofinanziamento del Comune di 1,7 milioni di euro, dell‘Agenda urbana, il progetto firmato dalla Regione. In questo caso è la città ad invocare a gran voce il cambiamento di questo quartiere.

Mercato coperto

Un investimento di 6 milioni di euro in parte co-finanziato dalla Regione tramite fondi europei. Gli spazi del Mercato Coperto, in una linea immaginaria, rappresentano la continuazione degli Arconi. Questa vecchia struttura, proprio come un paziente un po’ in la con gli anni e con qualche acciacco di troppo, è stata messa sotto i ferri di una equipe medica. Ma alla fine dei conti, quale sarà la funzionalità di questo luogo dagli ampi spazi, ma così difficilmente raggiungibile da quella parte dei perugini che preferiscono la periferia per i propri acquisti? Entro il prossimo anno, infatti, potrebbe diventare un contenitore di tutte le eccellenze tipiche locali.

Turreno

Il Turreno, ex teatro cittadino votato all’intrattenimento dei perugini e che i meno giovani ricordano ancora molto bene. I fondi messi a disposizione per l’opera di riqualifica sono principalmente di provenienza europea (50%), con gestione e programmazione regionale, in parte statali (35%) ed in parte comunali (15%). Una guerra fatta di numeri, il futuro del Turreno, basata su quanti posti l’ex cinema avrebbe potuto accogliere. Sui i 1.200 o intorno ai 700, quindi meno del Morlacchi? Anche qui, dopo mesi di dibattito sul “quanto” chi governa la città dovrà capire il “come”.  Ad oggi si è parlato di una galleria commerciale e di mantenere la sala della Turrenetta per gli spettacoli. Ma in molti ancora storcono il naso, anche chi in parte aveva già immaginato quel luogo come una sorta di tempio del jazz.

Prossimi incontri

Due gli incontri che torneranno sull’argomento. Il consigliere comunale Bori ha invitato i presenti a partecipare al consiglio comunale del 23 ottobre.  Un altro appuntamento in cui dibattere pubblicamente con la città sul nuovo progetto della biblioteca degli Arconi è in programma il 20 ottobre nella sala Sant’Anna di viale Roma alle ore 21  alla presenza dell’assessore ai lavori pubblici Francesco Calabres.

Tratto da: http://tuttoggi.info/la-perugia-del-futuro-i-4-assi-per-cambiare-la-citta-ma-per-andare-dove/420464/