Il 23 Ottobre Consiglio Grande. (Episodio 2)

Nell’impegno civile, definire un ambito di intervento è sempre difficile. Assumere la città come spazio di riferimento è una scelta impegnativa e, per la nostra città, inevitabile.
Per Perugia è urgente la necessità di elaborare una netta visione per il futuro: questo è possibile solo attraverso la formazione di una nuova cultura politica, assumendo lo spazio e la condizione urbana come riferimento programmatico.
Per fare ciò, va sgombrato il campo dal rimpianto di un passato che non può tornare: “la nostalgia fa l’amore con la fantasia”. Idealizziamo un passato tutto rose e fiori, in cui le progressive sorti della comunità si componevano per magia, ma la realtà non è così.
Perugia, come tutta l’Umbria, ha vissuto epoche difficili.

L’inurbamento che ha coinvolto la città negli anni Sessanta è stato un percorso non sempre facile, in cui le conquiste sociali non sono arrivate per grazia ricevuta, ma come frutto di un impegno politico e civile. Questo intreccio tra “comune sentire della città” e forze progressiste, mai separate tra di loro, ha consegnato alla storia politica un modello originale e differente rispetto al resto dell’Umbria, che ha dato i suoi frutti affidandoci una qualità della città di cui sentirsi parte.
Oggi questa nota distintiva è messa in fortissima discussione da diversi fattori, sia nazionali, sia locali. Mentre, per quanto riguarda i fattori nazionali, occorre un processo di riarticolazione politica e programmatica al di fuori della nostra portata, su quelli locali è possibile incidere con una nuova soggettività politica che negli anni, purtroppo, si è affievolita fino a spegnersi.

In sostanza è venuto a mancare quel comune sentire tra città e forze politiche, ed è stato sostituito con una forma, per lo più elaborata scimmiottando modelli nazionali, di carrierismo individuale che ha dimenticato il bene della città.
È arrivato il momento di riprendere la parola, di provare a costruire una dialettica delle idee con un unico obiettivo: il futuro della città. Il caposaldo di questa scelta è il mantenimento della qualità civile della condizione urbana di Perugia come valore in sé. L’ambizione è quella di tornare a essere spazio urbano dove si costruisca ogni giorno una dimensione europea del futuro della nostra comunità.
Per farlo, il primo obiettivo è riaprire un dibattito sulle scelte strategiche di Perugia e sulla loro trasformazione in qualità quotidiana che assuma il concetto d’innovazione come fondante. Mai nella nostra storia si è riversata una così grande quantità di risorse pubbliche nelle due aree più rilevanti della città: il centro storico e Fontivegge. Una circostanza che richiederebbe una qualità di governo e di levatura culturale impensabile per l’attuale quadro politico. Con l’incontro dell’11 ottobre scorso si è solo incominciato a portare il tema all’attenzione dei cittadini.

La seconda tappa è il Consiglio Grande di lunedì 23 ottobre, in cui si riprenderà il discorso relativo ai nuovi progetti architettonici per la città.
Con nessuna fiducia aspettiamo che s’informino i cittadini sulle scelte tecniche e progettuali, sulla visione che sottintendono e soprattutto a quale cultura progettuale appartengono. Ma quello dell’architettura cittadina è un tema che ci sta particolarmente a cuore: le proprietà estetiche e funzionali delle nuove architetture, infatti, incidono fortemente sulla attrazione di quel pubblico colto e curioso che costituisce l’unico riferimento per il turismo nella nostra città. È l’architettura a caratterizzare i luoghi urbani, a donare loro una identità e a renderli riconoscibili, unici. Ed è sempre un’architettura coerente e rispettosa di quell’identità, sia pure avanguardistica e moderna, a rendere la città vivibile, funzionale alle esigenze di tutte le categorie di cittadini. Fare brutta architettura non è solo un guasto per l’anima civile di Perugia, ma anche un danno economico per la sua comunità: spiace constatare che questa nozione non sembri appartenere all’attuale governo della città.

Di questo si discuterà appunto lunedì 23 ottobre alle 16.00, presso la Sala del Consiglio Comunale, con la partecipazione della società civile per portare all’attenzione della cittadinanza una problematica collettiva su cui è necessaria, anzi, fondamentale la collettiva partecipazione.