Beat the “Bit”, ovvero il nulla. (Episodio 3)

Il nulla, questo si può dire del Consiglio Grande del 23 Ottobre. Relazioni introduttive che elencano cifre, senza dire a cosa serviranno e in quale direzione strategica si vorrebbe che indirizzassero il nostro futuro. Amministratori che raccontano dei loro viaggi, altri che fanno della erudizione spicciola e come nella miglior tradizione di tale pratica si dimentica la finalità del ciclopico sforzo di leggere delle pagine di storia dell’arte locale. Omettendo al contempo sia la verità storica sia quella più recente di governo del restauro di San Francesco al Prato.

Si parla di “Bit” come della panacea per il futuro dei giovani ignorando che le città hanno futuro, e lavoro per le nuove generazioni, solo se si afferma un nuovo ciclo economico produttivo. Basterebbero queste motivazioni a considerare il Consiglio Grande come inutile. Purtroppo c’è di più. Abbiamo assistito a una “narrazione epica del niente” esposta in modo incomprensibile. Con una malcelata ironia da parte di chi governa rivolta a noi poveri cittadini: parlate pure tanto quello che ci preme di più è passare le ore facendo finta di ascoltarvi. Le ore sono scorse ma di chi sta redigendo i progetti che cambieranno il volto della città, non si ha notizia. Quali sono le visioni ispiratrici delle funzionalità cui dovranno assolvere, non è stato neanche sfiorato; figuriamoci rivelato compiutamente.

Forse è arrivato il momento di assumere due decisioni. La prima, per i progetti di cui si sarebbe dovuto parlare oggi, va convocata una Conferenza Pubblica indetta da Comune di Perugia dove i progettisti incaricati esporranno grafici, relazioni e soluzioni progettuali. Sarebbe il caso vista, l’incapacità dimostrata oggi che tale iniziativa fosse affidata all’INU, Istituto Nazionale di Urbanistica, magari in collaborazione con l’Ordine degli Architetti.

La seconda decisione, con rammarico e tristezza per la città è che queste vuote e inconcludenti riunioni travestite da partecipazione sono oramai inutili.