L’identità della città.

 

 

Perugia da secoli ma specialmente in epoche recenti, ha una forte caratterizzazione internazionale. Questo carattere è oggi in forte ombra e contribuisce a dare a Perugia una natura di piccola città provinciale.

Senza scorrere troppo indietro nel tempo, dal 1961 quando Aldo Capitini promosse la prima Marcia Perugia – Assisi, la città è stata sempre percepita come il luogo in cui ci si sforzava di creare unitariamente, le proposte e le azioni per rafforzare la pace come valore universale. Una qualità che ne rafforzava il senso di apertura e d’internazionalità per superare le rigidità della divisione in blocchi contrapposti che hanno caratterizzato molte stagioni del passato. Questa idea è stata poi mantenuta e ampliata nelle edizioni successive della Marcia Perugia mantenendo intatta l’ispirazione iniziale. Uomini e donne hanno marciato insieme per affermare un valore e non certo per costruire una società chiusa e sorda ai pericoli della guerra.

Dopo il colpo di stato in Grecia e in Cile, Perugia ospitò tantissimi esuli e perseguitati da quei regimi autoritari, molti dei quali hanno contributo alla crescita culturale della città in un rapporto di scambio e di crescita civile comune. Voglio anche ricordare come la terrazza esterna della Sala dei Notari ha visto l’unico discorso di piazza in Europa di Yasser Arafat contribuendo a dare il senso di una comunità aperta alle sensibilità che attraversano il mondo medio orientale.

La diffusa percezione che ogni qualvolta la pace nel mondo fosse una cosa che ci riguardava tutti è stata testimoniata dalla azione e impegno istituzionale, di tutti gli Enti Locali della nostra terra a partire proprio dalla città di Perugia. Un’attività che ha legato la comunità e le sue Istituzioni a una visione partecipata dei destini collettivi della umanità.

Perugia e l’Umbria dovrebbero reagire a un impoverimento culturale e civile che denota il silenzio sugli accadimenti nel mondo di questi anni. Il terrorismo, le nuove guerre, non può essere altra cosa dal destino individuale di ognuno di noi.

Anima Civica dovrebbe impegnarsi perché la nostra città recuperi il ruolo positivo e importante nella formazione e nella affermazione di una comunità inclusiva e solidale non più dominata dalla paura e dalla chiusura.

Renzo Patumi

Perugia, 18 maggio

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