Assemblea degli aderenti di Anima Civica

Mercoledì 30 Gennaio alle ore 21.00, presso la sala Miliocchi in Corso Garibaldi a Perugia, è convocata l’assemblea di tutti gli aderenti di Anima Civica, alla luce di quanto emerso all’ultimo incontro svoltosi il 18 dicembre dove Noi di AnimaCivica costituiamo un punto di riferimento per una nuova cultura di sinistra basata sull’autonomia delle istituzioni culturali, su progetti eco-compatibili in relazione alla mobilità sia collettiva che individuale, questo è possibile rimettendo al centro il Comune in un’ottica europeista che ha una proposta culturale svincolata da valori estranei alla crescita civile della nostra comunità, mentre oggi Perugia risulta sempre più scollegata sia tra le sue componenti interne che nelle realtà esterne sia di tipo regionale nazionale ed internazionale. Anima Civica continua nell’ottica di portare avanti un percorso di partecipazione e discussione sui temi di Perugia in maniera aperta e condivisa. L’assemblea sarà occasione di confronto ed elaborazione riguardo le tematiche che stiamo portando avanti e fare il punto su di esse; l’obiettivo comune rimane sempre quello di costruire concretamente una nuova visione per Perugia, riattivando la partecipazione. Per farlo abbiamo bisogno di tutte e tutti.

il programma di Anima Civica siete Voi.

Gruppo di lavoro sul centro storico, mercoledì 23 Gennaio

Dopo l’elaborazione avviata negli ultimi mesi, Anima Civica riconvoca il gruppo di lavoro sul centro storico al fine di procedere nella discussione inerente la situazione del centro città.

Di seguito il report dell’ultima riunione: http://www.animacivica.it/2018/07/23/gruppo-centro-storico-report-riunione-17-luglio-2018/

Ripensare Perugia è un’operazione estremamente complessa, che non può prescindere da una presa di coscienza del declino del suo centro storico. Questo significa ragionare dell’identità della città, rifuggendo da una tendenza alla chiusura, al provincialismo, all’esclusione che negli ultimi anni ha disperso quel patrimonio di città cosmopolita, aperta e partecipativa.

Invitiamo chiunque sia interessato a partecipare e ad estendere l’invito ad altri residenti del centro, così come a tutti coloro che per motivi di studio, lavoro o interesse personale, possano essere felici di partecipare al gruppo di lavoro.

L’appuntamento per il gruppo di lavoro sul centro storico è Mercoledì 23 Gennaio alle 14.30 presso Tangram Design in Via Benedetto Bonfigli n°12.

Vi aspettiamo!

Anima Civica

Assemblea degli aderenti a Anima Civica. Un programma per una città migliore.

E’ inquietante vedere l’immagine di un Sindaco di Perugia ricevere ordini da un personaggio come Pillon su come costituire la futura Giunta di una città ricca di tradizione democratica e di senso civile e popolare come Perugia. Fa riflettere amaramente e sicuramente ciò ci fornisce un altro stimolo a costruire un movimento d’idee, di progetti, di donne e uomini, per una città migliore, aperta, di caratura internazionale e pienamente rivolta verso il futuro.  Governare una città vuol dire capirla, interpretarne il senso collettivo della ricerca verso il progresso. Significa non andare ad elemosinare l’applauso raccattato di una manifestazioni che ha solo il carattere della più trita sagra paesana. Siamo la città delle due Università e di 3 altri istituti di alta formazione, di due Musei Nazionali e la capitale di un territorio tra i più ricchi di storia e di un patrimonio culturale tra i più vasti del nostro Paese. Siamo parte di un’identità nazionale riconosciuta all’estero per la sua qualità e non possiamo permettere che tutto questo cada nelle mani di un individuo come Pillon. Il futuro non è fuggire verso il passato, verso una dimensione sempre più localistica e chiusa: è andare nella direzione opposta.

Anima Civica è oggi un punto di riferimento per una nuova cultura di governo della sinistra che immagina una città europea, rinnovata nelle sue forme di governo e di partecipazione, nella autonomia delle istituzioni culturali, in progetti ecocompatibili a partire dalla mobilità individuale e collettiva, nella costruzione di un ambiente in cui l’economia produca lavoro e dove le politiche sociali abbiamo il senso della solidarietà e dell’equità.

Non vediamo ancora questo slancio, questa visione in quanti ancora si attardano a guardare alla nostra comunità come un luogo di conquista del consenso, dove costruire carriere e posizioni di potere a cui oramai in molti guardano con freddezza.

Da Gennaio continueremo a percorrere la strada della costruzione programmatica insieme alla città anteposta alla sommatoria di potentati e piccole lobby, comunque si chiamino.

La ricerca del consenso va indirizzata su proposte per una Perugia che ritrovi la sua autonomia culturale di valore europeo, con un Comune in grado avere una sua proposta culturale non subalterna a valori estranei alla crescita civile della nostra comunità. Non si può appaltare una città a istrioni mediatici qui solo per incassare soldi con iniziative prodotte in serie e rivendute in mille altri Comuni inseguendo astratti concetti estetici. Occorre creare una nuova identità, frutto di una generazione che interpreti con progetti e soprattutto con fatti concreti, le aspirazioni e le mutazioni positive, costati, della nostra comunità. Perugia è diventata una città sempre più scollegata, la necessità oggi è di riconnettersi, sia tra le sue componenti sia con le realtà esterne, che siano esse regionali, nazionali o internazionali.

Occorre pensare a un rilancio dell’economia manifatturiera che parta dalle necessità della piccola impresa con progetti innovativi che si leghino al territorio e alla formazione e non a interessi di singoli imprenditori. Il ruolo del Comune può essere determinate attuando una nuova politica urbanistica e rivendicando per la città un ruolo differente da quello attuale nell’ambito delle politiche economiche della Regione. Non si tratta solo di conquistare risorse ma soprattutto di mettere in campo una nuova progettualità, una nuova classe dirigente, una nuova città: quella migliore.

Perché, per Anima Civica, il Programma è Perugia.

Assemblea degli aderenti di Anima Civica – 18 dicembre 2018

Martedì 18 dicembre alle ore 21.00, presso la sala Miliocchi in Corso Garibaldi a Perugia, è convocata l’assemblea di tutti gli aderenti di Anima Civica, alla luce delle evoluzioni di questi ultimi mesi che vanno verso le prossime elezioni comunali. Anima Civica continua a prefiggersi l’obiettivo di portare avanti un percorso di partecipazione e discussione sui temi di Perugia in maniera aperta e condivisa. L’assemblea sarà occasione di confronto ed elaborazione riguardo le tematiche che stiamo portando avanti e in merito alle idee su cui ancora serve l’impostazione di un percorso; l’obiettivo comune rimane chiaro: costruire concretamente una nuova visione per Perugia, riattivando la partecipazione. Per farlo abbiamo bisogno di tutte e tutti.

CHE FUTURO PER FONTIVEGGE? RESOCONTO DELL’ASSEMBLEA CITTADINA CONVOCATA DA ANIMA CIVICA

Il 16 ottobre si è svolta presso la Sala Conti della Cgil l’assemblea cittadina convocata da Anima Civica su Fontivegge, Bando Periferie e riqualificazione urbana. L’assemblea nasce dalla necessità di affrontare alcune questioni che abbiamo reputato essere impellenti per ragionare sul futuro della città.

Il congelamento dei fondi destinati a Perugia da parte del governo ed il modo in cui sono stati ideati i progetti relativi al Bando Periferie da parte dell’Amministrazione comunale, ci impongono delle importanti riflessioni. I fondi che avrebbero dovuto riqualificare il quartiere non arriveranno, che tipo di mezzi potranno essere messi quindi in campo per la zona? Molti residenti, e non solo, lamentano l’assenza di un reale coinvolgimento nella scrittura dei progetti presentati dal Comune per il Bando Periferie. Nel corso dell’assemblea è stata più volte rilevata la necessità di trovare nuovi modelli di partecipazione per i cittadini, anche alla luce del fatto che tanti dei progetti inseriti nel Bando Periferie non sembrano assolutamente rispondere alle esigenze del territorio per cui sono state pensate.

Lucio Caporizzi, coordinatore dell’area Programmazione regionale della Regione Umbria, da noi invitato per illustrare la situazione dei fondi destinati a Perugia, ha evidenziato come nella stesura del Bando a livello nazionale non sia stato previsto il coinvolgimento delle Regioni e che tutte le spese di cofinanziamento del progetto erano da attribuirsi al Comune (il Bando aveva il costo di 36 milioni di euro, 20 dei quali provenienti dalle casse comunali). Nel nostro caso la Regione Umbria partecipa al percorso tramite lo stanziamento di 3 milioni di euro con il progetto Agenda Urbana. Perugia si era posizionata ottantaquattresima a livello nazionale. Che ne sarà ora della riqualificazione del quartiere?

Uno dei temi prioritari che si sono imposti nella riflessione è quello della sicurezza, o sarebbe ancora meglio parlare di insicurezza percepita, cui negli ultimi anni si è risposto con una vera e propria militarizzazione pubblica e privata del quartiere. Fontivegge è stata raccontata come il “bronx” di Perugia, come un luogo ormai abbandonato al proprio destino. Ciò che è emerso chiaramente nell’assemblea è che la sicurezza non passa esclusivamente dalla presenza di più o meno forze dell’ordine in strada, ma dal presidio di luoghi e spazi di socializzazione vivi e dalla presenza di residenti e cittadini nelle vie del quartiere ai quali sia consentito di riappropriarsi degli spazi pubblici e privati, non per ultimo aumentando l’illuminazione del quartiere.

Un altro problema che necessita di immediata risoluzione è quello della viabilità e del traffico nel quartiere. Nel corso della serata sono emerse varie proposte a riguardo: dall’interramento di alcune strade tale da favorire la pedonabilità della zona allo sviluppo e l’ampliamento del trasporto pubblico. Il problema del traffico ha innalzato sensibilmente il grado di inquinamento dell’aria nel quartiere e nelle zone ad esso limitrofe, per non parlare del problema della vivibilità degli spazi all’aperto ad esso collegato.

Le persone, è emerso chiaramente il 16 sera, devono tornare ad essere e a sentirsi protagoniste delle zone in cui vivono, e ciò vale per la città tutta. Emerge il bisogno di ricreare spazi di socialità condivisi, servizi rivolti alle persone e le loro necessità. Questo passa da misure più concrete come il monitoraggio degli affitti, ad oggi inesistente, al freno dello sfruttamento del suolo e alla cementificazione di cui i residenti e la città non hanno alcun bisogno, mentre servirebbe una vera riqualificazione dell’esistente e uno sviluppo della socialità nei luoghi già presenti nella zona.

Ciò che da molti interventi è potuto emergere, è quanto Perugia sia divenuta nel corso degli anni una città disarticolata, quanto i suoi quartieri autonomi e scollegati tra di loro, a sintomo di una mancanza di visione progettuale ampia e condivisa per la città. Il problema della mancanza di prospettiva in questo senso si evidenzia particolarmente nella stessa Fontivegge, che dovrebbe essere la prima cartolina che chi arriva in città si porterà dietro di Perugia, una cartolina priva di bellezze e valorizzazione, emblematico specchio di uno smarrimento della città e di un suo declino. Fontivegge sembra essere divenuto il simbolo dell’abbandono della città e dei suoi spazi pubblici, lo stesso progetto di Aldo Rossi per Piazza del Bacio non è mai stato completato, simbolo della parzialità e dell’incompletezza che spesso sono divenute protagoniste in città.

Serve un’assunzione di responsabilità sugli errori commessi fino ad oggi. Servono, a nostro avviso e di coloro che hanno massicciamente partecipato all’assemblea, tanto politiche sul materiale, ovvero per la riqualificazione urbana, quanto sull’immateriale, sulle persone e le loro esigenze. La necessità oggi è quella di aprire una profonda riflessione sull’utilizzo degli investimenti pubblici per le politiche del sociale e, non secondariamente, sul processo di ideazione e progettazione di quelle politiche. Come Anima Civica vogliamo fornire uno stimolo per un diverso modo di concepire le cose, tramite percorsi di partecipazione e il coinvolgimento dei cittadini. Per questo l’assemblea del 16 non è stato un evento auto conclusivo e sarà nostro obiettivo continuare la discussione sul futuro di Fontivegge con i suoi residenti.

Riteniamo particolarmente interessante per questa riflessione l’articolo su Ribalta di Fabrizio Marcucci che traccia un quadro molto rappresentativo della situazione di Fontivegge, passata e presente: http://www.ribalta.info/non-costruire-un-quartiere/?fbclid=IwAR10WGilzDJyBVZNg67b3E-MM7GbMfCd-LgzTCLyNwldwaHaTjADpHExyUM 

ANIMA CIVICA

Gruppo centro storico – Report Riunione 17 luglio 2018

L’analisi

Ripensare Perugia è un’operazione estremamente complessa, che non può prescindere da una “presa in carico” del declino del suo centro storico. Questo significa prima di tutto ragionare dell’identità della città, rifuggendo da una tendenza alla chiusura, al provincialismo, all’esclusione che negli ultimi anni ha disperso quel patrimonio di città cosmopolita, aperta e partecipativa che, nel corso dei secoli, ha plasmato l’anima stessa della città di Perugia.

In quest’ottica il centro storico, che è il fulcro della città non solo per chi vi abita, ma per l’intera cittadinanza (importante in quest’ottica ragione di rapporto centro-periferie), gioca un ruolo fondamentale.

Il primo nodo da affrontare è allora quello dello spopolamento, perché una città è tale quando oltre alle pietre vi sono le persone. Il progressivo, fortissimo, calo dei residenti ha trasformato il centro di Perugia in un “non luogo”, adibito per lo più al consumo e allo svago. Una funzione che può anche essere benvista da alcuni ceti e gruppi di interesse particolari, ma che è di certo nefasta per il popolo perugino, largamente inteso. Svuotato a partire dagli anni ’80 di servizi e spazi dedicati agli abitanti – a misura di anziani, bambini e famiglie – il centro è stato “lasciato” per lo più a studenti e turisti, con i primi che però sono calati drasticamente nell’ultimo decennio. Conseguenza diretta di tutto ciò è il gran numero di spazi vuoti, inutilizzati ed esposti al rischio di decadimento.

Naturalmente, non si può non tenere conto anche degli interventi importanti e positivi che sono stati effettuati, soprattutto grazie alla spinta della cittadinanza e dell’associazionismo, in diverse zone del centro negli ultimi decenni. Da questo punto di vista è emblematico il caso di Corso Garibaldi, dove numerosi lavori di ristrutturazione e recupero hanno trasformato il borgo, rivitalizzandolo e rendendolo oggi uno dei luoghi più vivaci e belli della città. Ma accanto alle cose positive restano molte lacune e alcuni esempi di drammatico arretramento: uno di questi è il caso di piazza Grimana, dove ad un’operazione positiva, la creazione dell’area pedonale davanti all’ingresso della Stranieri, ha fatto da contraltare lo scempio della trasformazione in parcheggio della piazza antistante, da sempre luogo interdetto alle vetture, perché importante spazio destinato ad incontri, feste e momenti di partecipazione. Peraltro, distante solo pochi metri dal grande parcheggio di Sant’Antonio.

Il centro come mix di funzioni: abitanti, studenti, turisti

Recuperare spazi, renderli più vivibili (anche qualche panchina, molto banalmente, può fare la differenza), favorire l’incontro delle persone (servono piazze per far giocare i bambini), ristrutturare le abitazioni esistenti rendendole adatte ai tempi (criteri antisismici e risparmio energetico) e alle necessità delle famiglie (ascensori, metrature adeguate, etc.), affrontare il nodo dei parcheggi di quartiere, dando contemporaneamente ai non residenti la possibilità (che oggi non c’è) di arrivare facilmente in centro senza macchina: queste alcune delle priorità di intervento individuate per restituire al centro storico quel mix di funzioni che gli consentano di tornare ad essere un luogo vivo della città.

È impensabile continuare a consumare suolo nelle periferie quando esistono nel centro storico centinaia di spazi che potrebbero essere recuperati sia per la residenzialità che per altre funzioni.

Prime proposte concrete

1) Piazza Grimana: recuperare la piazza, oggi adibita a parcheggio, e trasformarla in porta d’ingresso al “Borgo d’oro”, utilizzando a tal fine l’edicola presente come info point per i turisti.

2) Corso Garibaldi/piazza Lupattelli: il distretto militare, ormai praticamente svuotato delle sue funzioni, occupa una struttura di grande pregio, di circa 2000 metri quadri, con due chiostri bellissimi. Questo edificio potrebbe essere recuperato ed adibito ad una scuola delle arti e dei mestieri, in collaborazione con l’Università per Stranieri (sul modello dell’Opificio delle pietre dure di Firenze). Questo avrebbe il doppio vantaggio di restituire alla città uno spazio importante e contribuire al rilancio di un’istituzione in grave crisi come l’Università per Stranieri.

3) Conoscere Perugia: lo spopolamento del centro ha contribuito ad una progressiva “ignoranza” dei luoghi e delle bellezze del centro storico nella cittadinanza. Lavorare sulla comunicazione, ad esempio producendo video di 90 secondi lungo le vie del centro storico, raccontando la normale vita quotidiana di questi luoghi, può essere una strategia per coinvolgere e attivare la popolazione.

4) Momenti di incontri inter-culturali e inter-generazionali: tra i bisogni avvertiti c’è anche quello di maggiori occasioni di incontro tra italiani e stranieri, tra residenti e studenti, tra giovani e “diversamente giovani”, tra centro e periferia. Questi incontri potrebbero essere favoriti ad esempio

promuovendo progetti cooperativi (piccolo artigianato, musica, attività artistiche, teatro…). Per il rapporto tra centro e periferia, un ruolo centrale può averlo la cultura (e la sua circolazione). Si è anche individuato un contenitore (tra i tanti vuoti rimasti in centro) ideale nell’ex distretto di S. Agostino. Solo mettendo insieme le persone a fare qualcosa si possono superare gli steccati.

5) Restauro lapidi: nel centro di Perugia esistono moltissime lapidi commemorative che oltre a raccontare la storia descrivono lo spirito della città. Oggi molte risultano illeggibili. Il loro restauro è quindi necessario.

6) Ristrutturazioni abitazioni, anche in “orizzontale”: se alcuni edifici del centro storico hanno vincoli per i quali non è possibile effettuare ristrutturazioni (soprattutto intervento sugli elementi all’esterno), ci sono moltissimi edifici sui quali si può invece intervenire, in particolare all’interno, per renderli migliori da un punto di vista abitativo e venire incontro ad una domanda di residenzialità di tipo familiare. Allora è necessario sviluppare un progetti di ristrutturazione urbanistica, lavorando anche in orizzontale tra più palazzi per aumentare le superfici delle abitazioni e consentire l’inserimento di servizi come l’ascensore. Inoltre, in sinergia con l’Università andrebbero effettuati studi per interventi di miglioramento energetico/sismico.

7) Liberare Corso Vannucci dai mezzi di carico/scarico: dalle 10 di mattina il Corso, strada simbolo di Perugia, già attraversata da centinaia di turisti e cittadini, è letteralmente invasa da furgoni e altre vetture che trasportano merci. Andrebbero creati dei punti di scarico alla base del centro storico e introdotti mezzi elettrici (non rumorosi e non inquinanti) per il trasporto nella zona pedonale delle merci.

Perugia, 17 luglio 2018

Gruppo di lavoro “trasporti e mobilità”, mercoledì 25 luglio

Dopo il gruppo “centro storico” che si è riunito martedì 17 luglio, prosegue il percorso di partecipazione delineato nell’assemblea di Anima Civica del XX Giugno.
Mercoledì 25 luglio è fissata la riunione del gruppo di lavoro “trasporti/mobilità”.
L’appuntamento è per le ore 17.30 presso la sala adiacente il bar della stazione di Fontivegge.
Invitiamo ad estendere l’invito a partecipare a chiunque sia interessato al tema!
 
Partiremo dall’analisi proposta in due articoli inerenti il tema dei trasporti reperibili su questo blog.
 
Ti aspettiamo!

Gruppo di lavoro “Centro storico”, martedì 17 luglio

Come Anima Civica stiamo procedendo con la convocazione dei primi gruppi di lavoro per aree tematiche e zone della città.

Iniziaremo con il gruppo di lavoro del centro storico in quanto il più numericamente consistente per adesioni. Invitiamo chiunque sia interessato a partecipare e ad estendere l’invito ad altri residenti del centro, così come a tutti coloro che per motivi di studio, lavoro o interesse personale, possano essere felici di partecipare a questo gruppo.

L’appuntamento per il primo gruppo di lavoro di questa zona è Martedì 17 Luglio alle ore 21.00 presso la Sala Millocci di Corso Garibaldi 136, gentilmente concessaci dall’associazione “Vivi il Borgo”.

Vi aspettiamo!

Anima Civica

Ora serve qualcosa di completamente diverso

La sinistra ha bisogno di una nuova anima cittadina, che guardi al futuro

I risultati elettorali di Domenica 24 Giugno ci hanno consegnato un’Umbria in preda alla rabbia, la sintesi è un’affermazione della destra che vince in assenza di una proposta politica e soprattutto progettuale alternativa, quando la sinistra tutta smette di fare la sinistra. Una rabbia che trova riscontro nel dato diffuso dall’ISTAT che stima al 12.6 la percentuale di famiglie in Umbria in stato di povertà relativa, il risultato peggiore in tutto il centronord Italia.

Stupisce che l’intero sistema politico proveniente dalla sinistra abbia ignorato nella sostanza il nesso che unisce questi due elementi: la distanza di chi governa dalle condizioni di vita quotidiana della nostra comunità.

Chi vuole fare politica dalla parte della collettività non può in alcun modo scambiare l’interesse comune con quello per il proprio destino personale, una pratica purtroppo che è arrivata alla sua conclusione più traumatica, la rabbia tradotta in voto alla destra. Per troppo tempo l’unica cosa cui abbiamo assistito è stata solo una lotta di potere nominalistica in occasioni elettorali e questo, nei fatti, ha fatto perdere alla comunità il senso di appartenenza a un destino comune che ha distino i tanti anni di progresso civile e democratico della nostra terra. Ciò ha portato anche tanti storici elettori della sinistra, pur d’interrompere questa viziosa pratica, a votare per soggetti politici che ricercano il proprio consenso coltivando le più disperate paure.

Il mondo della sinistra ha smesso di cercare un’interlocuzione diretta e quotidiana con la cittadinanza, apparendo sempre più distante dalle esigenze quotidiane delle persone, cessando di interrogarsi su nuovi strumenti di partecipazione per intercettare le sensibilità della collettività.

Una collettività che ha percepito l’attuale classe dirigente e di governo incapace di comprendere le difficolta del quotidiano con cui molti umbri ormai si confrontano e convivono da molto/troppo tempo, determinando una incomunicabilità tra i cittadini e la classe di governo. Ma non possiamo rassegnarci a tutto questo. Oggi serve uno scatto in avanti immediato e dirompente nella pratica politica per ristabilire la simbiosi tra interessi generali e azione di governo.

E’ venuto il momento che il popolo della sinistra ritrovi la passione di progettare un futuro collettivo, che sappia prendere per mano gli ultimi e li accompagni sulla via del lavoro, del benessere economico e sociale dismettendo lotte di potere personali e correntizie restituendo così alle persone il senso di appartenenza a un destino comune e una storia di progresso civile e democratico per cui si è distinta dal dopo guerra ad aggi.

Sono tre le direzioni da percorrere: sostegno alle politiche per il lavoro per combattere la povertà, riqualificazione urbana per dare sostanza a una nuova idea di città senza espansione edilizia e speculativa, offerta culturale arricchita per restituire senso comune di appartenenza alla nostra terra e combattere le chiusure provinciali della destra, incapace di affrontare nodi strategici imprescindibili per il futuro della nostra comunità.

Anima Civica è dalla parte dei cittadini di questa terra umbra che pensano che l’egoismo non sia la soluzione per combattere la paura ma che solo un’alta qualità della vita delle nostre città  possa essere anche l’essenziale volano per un economia circolare e sostenibile. Riteniamo che la qualità della vita delle città del nostro territorio sia un patrimonio essenziale per la sua economia. Per questi motivi chiediamo il vostro sostegno per continuare a pensare ad un’Umbria migliore, per noi tutti.

di Anima Civica

Benvenuti a bordo, il viaggio comincia!

Dopo l’assemblea del XX giugno in tanti ci avete scritto per partecipare alle nostre riunioni, per sottoscrivere le nostre idee ed aderire al nostro progetto, siamo molto contenti dell’interesse che abbiamo suscitato, siamo intenzionati ad estendere quanto più possibile la partecipazione di tutti!

Per rimanere aggiornati sulle iniziative e partecipare ai gruppi di lavoro di Anima Civica, compilate il modulo di adesione nella sezione del sito “Aderisci”:

Aderisci