Riflessioni sull’assemblea del XX giugno

Riceviamo e pubblichiamo il commento di Stefano Goretti all’articolo di Anima Civica “Dopo il XX Giugno: cosa c’è piaciuto, cosa non ci piacerebbe e cosa succederà adesso”

Dopo aver partecipato ai due incontri pubblici, all’Auditorium di S.Cecilia e a via del Cortone, sento la necessità di approfondire quanto da me affermato nelle due occasioni. Innanzitutto una domanda, sicuramente retorica: si deve discutere o si deve agire? La faccio breve, la mia risposta è semplice, si deve discutere ed agire. Le due cose isolate consegnano al rimpianto o all’impotenza. Insieme al contrario funzionano. E se così è allora vale la pena allargare il campo e porsi una nuova domanda: si deve discutere di cosa ed agire in quale direzione? Parto dalla direzione: l’obiettivo di Anima Civica dovrà essere nell’immediato, e sottolineo nell’immediato, la costruzione di un polo per presentarsi alle prossime consulatazioni comunali. Si badi bene, parlo di un “polo”, non di una semplice lista. Parlo di aggregazione, di condivisione. Mi immagino un insieme di soggetti tenuti insieme da uno slogan:
Perugia per tutti, Perugia nel cuore.
Chi ci stà sarà il benvenuto. Il solo discrimine in questo momento storico è per me rappresentato dalla nostra Costituzione e dai suoi valori di solidarietà ed uguaglianza, condito da un solido antifascismo e da una visione “alta” della relazione tra persone.
Quindi si espliciti prima possibile l’intenzione avviandosi verso questa direzione, onde evitare equivoci o fraintendimenti.
E vengo pertanto al tema “discussione”. Personalmente non sono interessato ad avere tra le mani un “libro dei sogni”, sebbene molto coinvolgente. Ovvero in digesto degli argomenti inerenti la vita di una città. Non perchè ciò non mi interessi, ma il rischio è oggi perdere la bussola e ritrovarsi impantanati in discussioni dove la virgola la fa da padrona.
I nostri antenati romani, o almeno alcuni di loro lo avevano compreso: “Mentre a Roma si discute, Sagunto viene espugnata”.
Anche qui non vorrei essere frainteso.
Certo che un “programma” contenente idee, indicazioni, punti di fuga da una condizione della città frastornata e frastornante lo si dovrà fare e pubblicizzare, sarà necessario. Come sarà necessario individuare le modalità con cui costruirlo, nel momento in cui si saprà chi vorrà appartenere all’impresa. Ora è necessario individuare una priorità: essere catalizzatori di curiosità ed interesse nei confronti di Anima Civica, sopratutto da parte di quei segmenti di residenti che a loro volta possano divenire moltiplicatori ed attivatori. Ed individuare quali possano essere questi segmentisarà un’impresa interessante.
Dobbiamo, in concluisone, avviare una sorta di “marketing urbano” dove l’oggetto non è qualcosa di materiale, quanto uno strumento emozionale in grado di risvegliare le energie sopite, se non sepolte.
Poi possiamo parlare della città del 2020 ed oltre, di una città a misura di chi la abita e di chi la vive, una città del lavoro, della cultura e della pace. Ora l’obiettivo è un altro.

di Stefano Goretti