In merito all’ipotesi di un nuovo centro commerciale a Pian di Massiano

Anima Civica sente di dover puntualizzare la sua posizione, alla luce del dibattito scaturito sulla stampa locale, in merito all’ipotesi di un nuovo centro commerciale a Pian di Massiano.

  1. Anima Civica nasce per rompere ogni continuità con le politiche del passato sia in tema di sviluppo urbanistico di Perugia e su altri temi come la cultura e lo sviluppo economico.
  2. Partecipiamo alla costituzione di una coalizione di centro sinistra per affermare la necessità di una nuova cultura e una pratica del governo della città nella speranza di incontrare su questa strada quanti hanno a cuore lo sviluppo di Perugia basato sui valori della tolleranza e del progresso, rifuggendo da una logica oscurantista e immobilista del futuro per la nostra comunità.
  3. Nessuno sente la necessità di avere un nuovo centro commerciale in un’area che già vede numerose strutture di questo genere. Lo sviluppo urbanistico non è un gioco per apprendisti stregoni con una qualche infarinatura data dalla applicazione di un marketing datato. Seguendo il puro mercato e gli interessi di alcuni si arriva solo allo sfascio del tessuto urbano e commerciale a scapito di una logica di pianificazione sulla quale alla fine occorre aggiungere anche un po’ di buon senso.
  4. Non si comprende l’animosità delle giustificazione della Giunta Comunale nel difendere un’ipotesi nel momento in cui Perugia è in attesa di conoscere quale soluzione si intenda dare a Progetti ben più importanti per il futuro della vita civile della città quali il Turreno, Il Mercato Coperto, gli Arconi, Fontivegge, Monteluce, l’area dell’ex Carcere. Progetti sui quali la città attende ancora di avere quella partecipazione di cui ha diritto.

Capiamo che la vecchia politica commentata da vecchi giornalisti, porta a vecchie polemiche interpretate da vecchi protagonisti, la nostra funzione e il nostro lavoro è per affermare una nuova pratica di governo, con nuovi interpreti e con nuove soluzioni per la città. Questo è quello che stiamo faticosamente affermando e costruendo: un movimento per Perugia che sappia farsi interprete di aspirazioni migliori della città.

L’illusione della sicurezza

Come Anima Civica sosteniamo la posizione espressa da alcuni sindaci e presidenti di Regione in merito all’attuazione della Legge n° 132/2018 cosiddetta “DDL Sicurezza”. Crediamo infatti che la loro posizione non sia come alti esponenti politici hanno insinuato, una mera propaganda, ma una difesa della costituzione,dei suoi principi e soprattutto, una difesa dei diritti umani.
La nostra Perugia, città da sempre aperta e tollerante, deve prendere posizione contro una legge iniqua, xenofoba e incostituzionale. Un provvedimento che stabilisce che il permesso di soggiorno rilasciato al richiedente asilo costituisca sì un documento di riconoscimento, ma non basta più per iscriversi all’anagrafe e quindi avere la residenza. Questo non provocherebbe solo un caos nella nostra città, ma soprattutto vedrebbe togliere dei diritti fondamentali del cittadino come per esempio l’iscrizione al Servizio sanitario nazionale.
Inoltre, la legge prevede l’abrogazione dei permessi di soggiorno per motivi umanitari, salvo poche eccezioni, una norma vergognosa che va contro i Trattati Internazionali. Togliere infatti la protezione umanitaria significherebbe togliere la protezione a chi fugge perchè teme, a ragione, di essere perseguitato per motivi razziali, di religione, nazionalità, appartenenza a un determinato gruppo sociale o per opinioni politiche.
Inoltre, un forte aumento dei dinieghi e del numero di stranieri che, ben lungi dall’essere rimpatriati, resteranno sul territorio da irregolari farà si che queste persone vivranno in condizioni approssimative e dovranno utilizzare espedienti per vivere.
Tutto questo provocherà una vera e propria bomba sociale dal punto di vista amministrativo anche nella nostra città e sicuramente non porterà maggiore sicurezza.
A tutto ciò si aggiunge un taglio ai fondi destinati al sistema dell’accoglienza dei richiedenti asilo (Un taglio di 1,3 miliardi in tre anni spesi per l’immigrazione, di cui 500 milioni nel 2019) facendo si che già i difficili processi di integrazione di persone residenti nel nostro paese vengano ulteriormente complicati.
Perugia, la città di Aldo Capitini, non può e non deve sottostare a chi, con questa legge, specula sulla paura e sul caos parlando di sicurezza, ma che in realtà va contro i diritti delle persone, contro la costituzione e produce solo più insicurezza.
La nostra idea di sicurezza per la nostra Città e per il nostro Paese deve coniugare la sicurezza e i diritti (cosa che questa legge non prende nemmeno in considerazione).

Assemblea degli aderenti a Anima Civica. Un programma per una città migliore.

E’ inquietante vedere l’immagine di un Sindaco di Perugia ricevere ordini da un personaggio come Pillon su come costituire la futura Giunta di una città ricca di tradizione democratica e di senso civile e popolare come Perugia. Fa riflettere amaramente e sicuramente ciò ci fornisce un altro stimolo a costruire un movimento d’idee, di progetti, di donne e uomini, per una città migliore, aperta, di caratura internazionale e pienamente rivolta verso il futuro.  Governare una città vuol dire capirla, interpretarne il senso collettivo della ricerca verso il progresso. Significa non andare ad elemosinare l’applauso raccattato di una manifestazioni che ha solo il carattere della più trita sagra paesana. Siamo la città delle due Università e di 3 altri istituti di alta formazione, di due Musei Nazionali e la capitale di un territorio tra i più ricchi di storia e di un patrimonio culturale tra i più vasti del nostro Paese. Siamo parte di un’identità nazionale riconosciuta all’estero per la sua qualità e non possiamo permettere che tutto questo cada nelle mani di un individuo come Pillon. Il futuro non è fuggire verso il passato, verso una dimensione sempre più localistica e chiusa: è andare nella direzione opposta.

Anima Civica è oggi un punto di riferimento per una nuova cultura di governo della sinistra che immagina una città europea, rinnovata nelle sue forme di governo e di partecipazione, nella autonomia delle istituzioni culturali, in progetti ecocompatibili a partire dalla mobilità individuale e collettiva, nella costruzione di un ambiente in cui l’economia produca lavoro e dove le politiche sociali abbiamo il senso della solidarietà e dell’equità.

Non vediamo ancora questo slancio, questa visione in quanti ancora si attardano a guardare alla nostra comunità come un luogo di conquista del consenso, dove costruire carriere e posizioni di potere a cui oramai in molti guardano con freddezza.

Da Gennaio continueremo a percorrere la strada della costruzione programmatica insieme alla città anteposta alla sommatoria di potentati e piccole lobby, comunque si chiamino.

La ricerca del consenso va indirizzata su proposte per una Perugia che ritrovi la sua autonomia culturale di valore europeo, con un Comune in grado avere una sua proposta culturale non subalterna a valori estranei alla crescita civile della nostra comunità. Non si può appaltare una città a istrioni mediatici qui solo per incassare soldi con iniziative prodotte in serie e rivendute in mille altri Comuni inseguendo astratti concetti estetici. Occorre creare una nuova identità, frutto di una generazione che interpreti con progetti e soprattutto con fatti concreti, le aspirazioni e le mutazioni positive, costati, della nostra comunità. Perugia è diventata una città sempre più scollegata, la necessità oggi è di riconnettersi, sia tra le sue componenti sia con le realtà esterne, che siano esse regionali, nazionali o internazionali.

Occorre pensare a un rilancio dell’economia manifatturiera che parta dalle necessità della piccola impresa con progetti innovativi che si leghino al territorio e alla formazione e non a interessi di singoli imprenditori. Il ruolo del Comune può essere determinate attuando una nuova politica urbanistica e rivendicando per la città un ruolo differente da quello attuale nell’ambito delle politiche economiche della Regione. Non si tratta solo di conquistare risorse ma soprattutto di mettere in campo una nuova progettualità, una nuova classe dirigente, una nuova città: quella migliore.

Perché, per Anima Civica, il Programma è Perugia.

Assemblea degli aderenti di Anima Civica – 18 dicembre 2018

Martedì 18 dicembre alle ore 21.00, presso la sala Miliocchi in Corso Garibaldi a Perugia, è convocata l’assemblea di tutti gli aderenti di Anima Civica, alla luce delle evoluzioni di questi ultimi mesi che vanno verso le prossime elezioni comunali. Anima Civica continua a prefiggersi l’obiettivo di portare avanti un percorso di partecipazione e discussione sui temi di Perugia in maniera aperta e condivisa. L’assemblea sarà occasione di confronto ed elaborazione riguardo le tematiche che stiamo portando avanti e in merito alle idee su cui ancora serve l’impostazione di un percorso; l’obiettivo comune rimane chiaro: costruire concretamente una nuova visione per Perugia, riattivando la partecipazione. Per farlo abbiamo bisogno di tutte e tutti.

Anima Civica incontra Giuliano Giubilei – Assemblea cittadina

Incontro aperto alla partecipazione della cittadinanza tutta

Come precedentemente annunciato, in data 19 novembre alle ore 21.00 presso il Teatro di Santa Cecilia di Perugia, anima civica ha convocato un’assemblea aperta alla città per discutere delle priorità e del futuro di Perugia.

Anima Civica nasce per questo: riconnettere idee, valori e sentimenti, ricostruire e ridare sostanza a quel campo politico e culturale che vuole offrire a Perugia un’alternativa alla destra.
Ne discuteremo con Giuliano Giubilei, proposto come candidato sindaco dalla coalizione di centro sinistra.

CHE FUTURO PER FONTIVEGGE? RESOCONTO DELL’ASSEMBLEA CITTADINA CONVOCATA DA ANIMA CIVICA

Il 16 ottobre si è svolta presso la Sala Conti della Cgil l’assemblea cittadina convocata da Anima Civica su Fontivegge, Bando Periferie e riqualificazione urbana. L’assemblea nasce dalla necessità di affrontare alcune questioni che abbiamo reputato essere impellenti per ragionare sul futuro della città.

Il congelamento dei fondi destinati a Perugia da parte del governo ed il modo in cui sono stati ideati i progetti relativi al Bando Periferie da parte dell’Amministrazione comunale, ci impongono delle importanti riflessioni. I fondi che avrebbero dovuto riqualificare il quartiere non arriveranno, che tipo di mezzi potranno essere messi quindi in campo per la zona? Molti residenti, e non solo, lamentano l’assenza di un reale coinvolgimento nella scrittura dei progetti presentati dal Comune per il Bando Periferie. Nel corso dell’assemblea è stata più volte rilevata la necessità di trovare nuovi modelli di partecipazione per i cittadini, anche alla luce del fatto che tanti dei progetti inseriti nel Bando Periferie non sembrano assolutamente rispondere alle esigenze del territorio per cui sono state pensate.

Lucio Caporizzi, coordinatore dell’area Programmazione regionale della Regione Umbria, da noi invitato per illustrare la situazione dei fondi destinati a Perugia, ha evidenziato come nella stesura del Bando a livello nazionale non sia stato previsto il coinvolgimento delle Regioni e che tutte le spese di cofinanziamento del progetto erano da attribuirsi al Comune (il Bando aveva il costo di 36 milioni di euro, 20 dei quali provenienti dalle casse comunali). Nel nostro caso la Regione Umbria partecipa al percorso tramite lo stanziamento di 3 milioni di euro con il progetto Agenda Urbana. Perugia si era posizionata ottantaquattresima a livello nazionale. Che ne sarà ora della riqualificazione del quartiere?

Uno dei temi prioritari che si sono imposti nella riflessione è quello della sicurezza, o sarebbe ancora meglio parlare di insicurezza percepita, cui negli ultimi anni si è risposto con una vera e propria militarizzazione pubblica e privata del quartiere. Fontivegge è stata raccontata come il “bronx” di Perugia, come un luogo ormai abbandonato al proprio destino. Ciò che è emerso chiaramente nell’assemblea è che la sicurezza non passa esclusivamente dalla presenza di più o meno forze dell’ordine in strada, ma dal presidio di luoghi e spazi di socializzazione vivi e dalla presenza di residenti e cittadini nelle vie del quartiere ai quali sia consentito di riappropriarsi degli spazi pubblici e privati, non per ultimo aumentando l’illuminazione del quartiere.

Un altro problema che necessita di immediata risoluzione è quello della viabilità e del traffico nel quartiere. Nel corso della serata sono emerse varie proposte a riguardo: dall’interramento di alcune strade tale da favorire la pedonabilità della zona allo sviluppo e l’ampliamento del trasporto pubblico. Il problema del traffico ha innalzato sensibilmente il grado di inquinamento dell’aria nel quartiere e nelle zone ad esso limitrofe, per non parlare del problema della vivibilità degli spazi all’aperto ad esso collegato.

Le persone, è emerso chiaramente il 16 sera, devono tornare ad essere e a sentirsi protagoniste delle zone in cui vivono, e ciò vale per la città tutta. Emerge il bisogno di ricreare spazi di socialità condivisi, servizi rivolti alle persone e le loro necessità. Questo passa da misure più concrete come il monitoraggio degli affitti, ad oggi inesistente, al freno dello sfruttamento del suolo e alla cementificazione di cui i residenti e la città non hanno alcun bisogno, mentre servirebbe una vera riqualificazione dell’esistente e uno sviluppo della socialità nei luoghi già presenti nella zona.

Ciò che da molti interventi è potuto emergere, è quanto Perugia sia divenuta nel corso degli anni una città disarticolata, quanto i suoi quartieri autonomi e scollegati tra di loro, a sintomo di una mancanza di visione progettuale ampia e condivisa per la città. Il problema della mancanza di prospettiva in questo senso si evidenzia particolarmente nella stessa Fontivegge, che dovrebbe essere la prima cartolina che chi arriva in città si porterà dietro di Perugia, una cartolina priva di bellezze e valorizzazione, emblematico specchio di uno smarrimento della città e di un suo declino. Fontivegge sembra essere divenuto il simbolo dell’abbandono della città e dei suoi spazi pubblici, lo stesso progetto di Aldo Rossi per Piazza del Bacio non è mai stato completato, simbolo della parzialità e dell’incompletezza che spesso sono divenute protagoniste in città.

Serve un’assunzione di responsabilità sugli errori commessi fino ad oggi. Servono, a nostro avviso e di coloro che hanno massicciamente partecipato all’assemblea, tanto politiche sul materiale, ovvero per la riqualificazione urbana, quanto sull’immateriale, sulle persone e le loro esigenze. La necessità oggi è quella di aprire una profonda riflessione sull’utilizzo degli investimenti pubblici per le politiche del sociale e, non secondariamente, sul processo di ideazione e progettazione di quelle politiche. Come Anima Civica vogliamo fornire uno stimolo per un diverso modo di concepire le cose, tramite percorsi di partecipazione e il coinvolgimento dei cittadini. Per questo l’assemblea del 16 non è stato un evento auto conclusivo e sarà nostro obiettivo continuare la discussione sul futuro di Fontivegge con i suoi residenti.

Riteniamo particolarmente interessante per questa riflessione l’articolo su Ribalta di Fabrizio Marcucci che traccia un quadro molto rappresentativo della situazione di Fontivegge, passata e presente: http://www.ribalta.info/non-costruire-un-quartiere/?fbclid=IwAR10WGilzDJyBVZNg67b3E-MM7GbMfCd-LgzTCLyNwldwaHaTjADpHExyUM 

ANIMA CIVICA

Che futuro per Fontivegge? Assemblea cittadina

Assemblea cittadina aperta su riqualificazione e bando periferie

Dopo il congelamento dei fondi per il Bando Periferie deciso dal Governo, Perugia vede svanire lo stanziamento di 16 milioni di euro assegnati alla città per la riqualificazione del quartiere di Fontivegge.
La questione, dibattuta in Consiglio Comunale e non solo, apre una riflessione cui crediamo la città debba concentrarsi.

Quale futuro per Fontivegge?
Che idee hanno i cittadini di Perugia della vivibilità dei loro quartieri? Come vedono Fontivegge e come la vorrebbero?

Come Anima Civica abbiamo deciso di convocare un’assemblea aperta alla cittadinanza sul tema della riqualificazione di Fontivegge.
Ne parliamo martedì16 ottobre alle ore 18.00 presso la Sala Conti della CGIL. Vi aspettiamo!

“Coraggio dunque,Perugia sarà!”

Ora serve qualcosa di completamente diverso

La sinistra ha bisogno di una nuova anima cittadina, che guardi al futuro

I risultati elettorali di Domenica 24 Giugno ci hanno consegnato un’Umbria in preda alla rabbia, la sintesi è un’affermazione della destra che vince in assenza di una proposta politica e soprattutto progettuale alternativa, quando la sinistra tutta smette di fare la sinistra. Una rabbia che trova riscontro nel dato diffuso dall’ISTAT che stima al 12.6 la percentuale di famiglie in Umbria in stato di povertà relativa, il risultato peggiore in tutto il centronord Italia.

Stupisce che l’intero sistema politico proveniente dalla sinistra abbia ignorato nella sostanza il nesso che unisce questi due elementi: la distanza di chi governa dalle condizioni di vita quotidiana della nostra comunità.

Chi vuole fare politica dalla parte della collettività non può in alcun modo scambiare l’interesse comune con quello per il proprio destino personale, una pratica purtroppo che è arrivata alla sua conclusione più traumatica, la rabbia tradotta in voto alla destra. Per troppo tempo l’unica cosa cui abbiamo assistito è stata solo una lotta di potere nominalistica in occasioni elettorali e questo, nei fatti, ha fatto perdere alla comunità il senso di appartenenza a un destino comune che ha distino i tanti anni di progresso civile e democratico della nostra terra. Ciò ha portato anche tanti storici elettori della sinistra, pur d’interrompere questa viziosa pratica, a votare per soggetti politici che ricercano il proprio consenso coltivando le più disperate paure.

Il mondo della sinistra ha smesso di cercare un’interlocuzione diretta e quotidiana con la cittadinanza, apparendo sempre più distante dalle esigenze quotidiane delle persone, cessando di interrogarsi su nuovi strumenti di partecipazione per intercettare le sensibilità della collettività.

Una collettività che ha percepito l’attuale classe dirigente e di governo incapace di comprendere le difficolta del quotidiano con cui molti umbri ormai si confrontano e convivono da molto/troppo tempo, determinando una incomunicabilità tra i cittadini e la classe di governo. Ma non possiamo rassegnarci a tutto questo. Oggi serve uno scatto in avanti immediato e dirompente nella pratica politica per ristabilire la simbiosi tra interessi generali e azione di governo.

E’ venuto il momento che il popolo della sinistra ritrovi la passione di progettare un futuro collettivo, che sappia prendere per mano gli ultimi e li accompagni sulla via del lavoro, del benessere economico e sociale dismettendo lotte di potere personali e correntizie restituendo così alle persone il senso di appartenenza a un destino comune e una storia di progresso civile e democratico per cui si è distinta dal dopo guerra ad aggi.

Sono tre le direzioni da percorrere: sostegno alle politiche per il lavoro per combattere la povertà, riqualificazione urbana per dare sostanza a una nuova idea di città senza espansione edilizia e speculativa, offerta culturale arricchita per restituire senso comune di appartenenza alla nostra terra e combattere le chiusure provinciali della destra, incapace di affrontare nodi strategici imprescindibili per il futuro della nostra comunità.

Anima Civica è dalla parte dei cittadini di questa terra umbra che pensano che l’egoismo non sia la soluzione per combattere la paura ma che solo un’alta qualità della vita delle nostre città  possa essere anche l’essenziale volano per un economia circolare e sostenibile. Riteniamo che la qualità della vita delle città del nostro territorio sia un patrimonio essenziale per la sua economia. Per questi motivi chiediamo il vostro sostegno per continuare a pensare ad un’Umbria migliore, per noi tutti.

di Anima Civica

Il 23 Ottobre Consiglio Grande. (Episodio 2)

Nell’impegno civile, definire un ambito di intervento è sempre difficile. Assumere la città come spazio di riferimento è una scelta impegnativa e, per la nostra città, inevitabile.
Per Perugia è urgente la necessità di elaborare una netta visione per il futuro: questo è possibile solo attraverso la formazione di una nuova cultura politica, assumendo lo spazio e la condizione urbana come riferimento programmatico.
Per fare ciò, va sgombrato il campo dal rimpianto di un passato che non può tornare: “la nostalgia fa l’amore con la fantasia”. Idealizziamo un passato tutto rose e fiori, in cui le progressive sorti della comunità si componevano per magia, ma la realtà non è così.
Perugia, come tutta l’Umbria, ha vissuto epoche difficili.

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Il governo della città e il paradosso dei progetti segreti: lo strano caso degli “Arconi”. (Episodio 1).

In genere le Amministrazioni hanno l’orgoglio di presentare alla propria comunità i progetti rilevanti per il destino della propria città. Di solito per i “grandi progetti” si ricorre a nomi della architettura internazionale, a progettisti che hanno le qualità per essere scelti in conformità a curriculum specchiati, almeno in campo nazionale, questa strada è maggiormente auspicabile e di fatto percorsa quando di tratta di aree strategiche come i centri storici. Si tratta di scelte effettuate non certo per immagine, ma compiute perchè destinate a influenzare il volto estetico e le qualità intrinseche dello spazio urbano le cui ricadute incidono sulla potenzialità attrattiva di una città. Una visione, questa, molto differente dal dibattito sulle aree di sosta come primo problema del futuro del centro storico. La responsabilità di chi governa dovrebbe guardare alla concezione unitaria della città come strumento primario della azione di governo.

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