Riunione Gruppo “Cultura”, 10 dicembre 21.00 Umbrò

La cultura, sin dai suoi primi passi, è stata uno dei cardini del lavoro di Anima Civica. Riteniamo che la costruzione di politiche culturali, tanto sui beni materiali quanto su quelli immateriali, sia alla base della ripresa di Perugia verso la rinconquista della sua vocazione internazionale.

Anima Civica ha scelto di lavorare per gruppi tematici e di aree di residenza. L’idea è quella di riunione gli interessati ad un tema piuttosto che a un quartiere per iniziare a tracciare proposte e criticità insieme. Lavoreremo in ogni gruppo verso la stesura di progetti e per una nuova e diversa visione di città!

Anima Civica riunisce il gruppo cultura lunedì 10 dicembre alle 21.00 a Umbrò.

Chiunque fosse interessato all’elaborazione del tema in è invitato a partecipare!

Per aderire ad Anima Civica, ed inserire i propri ambiti di interesse, compila il form: www.animacivica.it/aderisci

 

Camminiamo DIRITTI

Come Anima Civica parteciperemo convintamente alla manifestazione organizzata a Perugia il 10 dicembre.

Sottoscriviamo il comunicato di lancio dell’iniziativa riportato di seguito:

Il 10 dicembre ricorre la 70° giornata mondiale dei diritti umani.
Ogni giorno sentiamo e vediamo parole ed episodi che ricordano un passato violento e che pensavamo di aver superato, e non possiamo più aspettare: dobbiamo reagire.
Camminiamo Diritti è un invito aperto a tutti, lanciato da più di 30 associazioni a riscoprire i valori della Dichiarazione universale dei diritti umani, ma non solo.
È un primo passo verso un impegno cittadino che ora più che mai deve essere concretizzato per il bene della società civile.
È un modo nuovo di parlare dei diritti che abbiamo e che tutti dovremmo avere.
È una risposta reale a questioni che vengono trascurate da chi di dovere e che noi non possiamo far finta di non vedere.

Il 10 dicembre, quindi, ci ritroveremo per un presidio in piazza IV novembre, dalle 18, per dire tutti insieme che non siamo più disposti ad accettare questo modello di società e che dobbiamo reagire tutti insieme, in modo forte e concreto.

https://www.facebook.com/events/292683594698863/

Quale mobilità per quale città?

ASSEMBLEA CITTADINA

Anima Civica e i Radicali di Perugia organizzano un’assemblea cittadina in data 6 dicembre 2018 alle ore 17.00 ad Umbrò.
L’assemblea nasce da un’esigenza condivisa, capire quale tipo di mobilità sia necessaria e per quale tipo di città.
Perugia è la terza città in Italia per possesso di auto private.
Dal 2017 in Umbria gli incidenti stradali sono aumentati del 37%.
Questi dati allarmanti impongono il bisogno di alcune riflessioni.
E’ possibile pensare a piani concreti e funzionali per la ciclabilità e la pedonabilità a Perugia?
Come vogliamo che evolvano i servizi di trasporto su gomma e su rotaie per la città?
Quale modello di mobilità alternativa vogliamo costruire?
Ne discuteremo insieme alla cittadinanza per pensare insieme ad una vera mobilità alternativa.

Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare!

Link all’evento facebook: https://www.facebook.com/events/516363788880979/

PERUGIA CAPITALE – ASSEMBLEA CITTADINA

Ieri sera si è tenuta l’assemblea cittadina convocata da Anima Civica con la presenza del candidato sindaco per il centro sinistra Giuliano Giubilei. Il punto centrale dell’assemblea è stato uno: far sì che Perugia torni ad essere davvero una capitale, usando le parole di Lello Rossi. Il titolo scelto per l’evento sottende quella che è stata sin dall’inizio la lettura di questa fase da parte di Anima Civica. Perugia ha bisogno, un bisogno esistenziale, di riscoprirsi e di ritrovare la sua identità, quella più intima così come quella più collettiva, un’identità in grado di tornare a proiettarsi verso l’esterno, con un sguardo accogliente e internazionale. In poche parole da Perugia Capitale.

È essenziale, per fare tutto questo, partire da alcuni punti cardine che abbiamo individuato essere le politiche culturali per la città e la condivisione dei suoi beni materiali e immateriali, la valorizzazione degli istituti di Alta Formazione, la riqualificazione urbana contro ulteriori cementificazioni, l’incremento dei servizi e la tutela dei diritti dei cittadini, l’incentivo allo sviluppo economico del territorio e alla piena occupazione dei suoi abitanti. Perugia deve tornare a essere la città delle opportunità.

Per dare consistenza al campo politico alternativo alla destra Anima Civica continuerà questo percorso per il futuro della città. Lo farà sostenendo la candidatura di Giuliano Giubilei come candidato sindaco, unica reale e convincente alternativa per una città che, per dirla con le sue stesse parole, si è ingrigita piombando in un cono d’ombra. Cercheremo insieme a lui e a tutti coloro che vorranno partecipare a questo percorso di uscire da questa regressione in cui è sprofondata la nostra città. Continueremo a farlo da soggetto autonomo da tutto e tutti quale siamo sempre stati, autonomia che descrive la nostra ragione d’essere e il bisogno alla base della nostra nascita. Lanceremo per i prossimi mesi una grande Convenzione cittadina per incontrare la città sui temi del programma e del futuro, e presente, di Perugia. Serve più che mai ora tornare a parlare con la città, confrontarsi con i suoi cittadini, ascoltare le loro esigenze.

Anima Civica è un percorso aperto basato sulla condivisione. Chiunque fosse interessato a partecipare sarà ben accolto, vi invitiamo ad aderire. Apriamo la città, apriamo gli spazi di partecipazione.

Per aderire compila il form http://www.animacivica.it/aderisci/ oppure manda una mail ad animacivica@animacivica.it

Per dare sostanza al campo politico alternativo alla destra

Lunedì 29 Ottobre si è tenuta l’assemblea di Anima Civica per valutare gli sviluppi della situazione politica a Perugia. E’ stata ribadita innanzitutto la volontà di partecipare attivamente alla costruzione programmatica di un’alternativa credibile all’attuale amministrazione. D’altronde Anima Civica nasce per questo e in questo abbiamo già ottenuto molto: riconnettere idee, valori e sentimenti, ricostruire e ridare sostanza a quel campo politico e culturale che vuole offrire a Perugia un’alternativa alla destra.

Perciò i temi e il nuovo modello di partecipazione che Anima Civica ha costruito in questi mesi, per noi sono e resteranno al primo posto in qualsiasi nostra adesione al percorso che si sta delineando in città.

Nella riunione di ieri ci siamo trovati poi a discutere della proposta di Giuliano Giubilei come candidato sindaco.Anima Civica apprezza che la figura di Giuliano Giubilei sia emersa al di fuori di logiche di corrente. Abbiamo ipotizzato che una candidatura di questo genere vada però verificata attraverso una discussione pubblica con quanti pensano e vogliono una Perugia diversa da quella attuale. Solo la riaffermazione di una metodologia di partecipazione e di ascolto della città può essere per Anima Civica il metodo per arrivare a definire le scelte migliori per dare una prospettiva alla nostra comunità.

Tuttavia, saranno il lavoro, la riqualificazione delle periferie e la centralità della cultura il terreno su cui chiederemo risposte a Giuliano Giubilei, per verificare la sua volontà di farsi veramente interprete del progetto e guida della coalizione che immaginiamo.

Organizzeremo pertanto un incontro pubblico nel mese di Novembre in cui mettere al centro la condivisione degli elementi programmatici su cui stiamo lavorando da mesi e su questi chiederemo a tutti preciso impegni. Sarà su questi elementi che Anima Civica  valuterà come sostenere questo percorso per la Città di Perugia.

Visione e condivisione: dal Turreno agli “arconi”, il silenzio su Perugia

Non vogliamo entrare nel merito burocratico – istituzionale del rapporto tra Comune e Regione Umbria in merito alla vicenda del recupero del Teatro Turreno. Quello che preme alla cittadinanza non è conoscere l’iter, le dinamiche tecniche o i cavilli tutti interni alle amministrazioni, la cittadinanza rivendica a gran voce ormai da tempo, che siano resi noti i progetti, i soggetti responsabili, il destino concreto di spazi quali il Turreno, la biblioteca degli Arconi, il Mercato coperto, essenziali non in modo fine a se stesso o come baluardi di una Perugia che fu, ma per la vita di un centro storico partecipato nel presente e proteso verso il futuro.

Vogliamo riportare l’attenzione sul silenzio dell’amministrazione cittadina che, pur replicando prontamente e puntualmente attraverso un profilo Facebook, continua a non pronunciarsi in modo ufficiale e organico su quella “visione” della città su cui tante volte gli abitanti l’hanno interpellata. E si protrae il silenzio, questo non solo simbolico ma verificato, del sindaco. Gentilezza ed educazione sono qualità indubbie del primo cittadino, ma vorremmo finalmente sapere come la vede il sindaco, questa Perugia del nuovo Turreno, del nuovo Mercato coperto, degli spazi strategici, della nuova agorà. Nel delineare il progetto sul Turreno, stando alle sporadiche comunicazioni che trapelano dai palazzi, sembra che la capienza sia stata ridotta rispetto ai numeri di cui la cittadinanza aveva discusso. Nuovi elementi architettonici si aggiungono al cantiere della biblioteca degli Arconi, dopo assemblee pubbliche e sottoscrizioni. Si apprende in questi giorni che i lavori sul Mercato coperto saranno pronti entro luglio e ne siamo contenti, se non fosse per la drammatica scarsità di informazioni sul progetto, sullo sviluppo e sull’esito futuro di questi stessi lavori. La cittadinanza si muove, si incontra, discute su strutture e spazi destinati a trasformare il volto di Perugia: non mettiamo in dubbio che l’amministrazione comunale lavori, ma di questo lavoro si sa ben poco.

Rivendichiamo una condivisione sul futuro della città che non sia solo quella dei post: è molto triste che il dibattito politico su questioni centrali quali l’assetto di Perugia sia confinato al “portierato digitale”tipico dell’uso più immediato dei social network. La modernità è straordinaria, ma è l’uso che se ne fa a determinarne la fisionomia. Non torniamo sul Turreno come pretesto per una vuota e sterile polemica, accodandoci allo scambio di post tra amministratori.

L’identità della città.

 

 

Perugia da secoli ma specialmente in epoche recenti, ha una forte caratterizzazione internazionale. Questo carattere è oggi in forte ombra e contribuisce a dare a Perugia una natura di piccola città provinciale.

Senza scorrere troppo indietro nel tempo, dal 1961 quando Aldo Capitini promosse la prima Marcia Perugia – Assisi, la città è stata sempre percepita come il luogo in cui ci si sforzava di creare unitariamente, le proposte e le azioni per rafforzare la pace come valore universale. Una qualità che ne rafforzava il senso di apertura e d’internazionalità per superare le rigidità della divisione in blocchi contrapposti che hanno caratterizzato molte stagioni del passato. Questa idea è stata poi mantenuta e ampliata nelle edizioni successive della Marcia Perugia mantenendo intatta l’ispirazione iniziale. Uomini e donne hanno marciato insieme per affermare un valore e non certo per costruire una società chiusa e sorda ai pericoli della guerra.

Dopo il colpo di stato in Grecia e in Cile, Perugia ospitò tantissimi esuli e perseguitati da quei regimi autoritari, molti dei quali hanno contributo alla crescita culturale della città in un rapporto di scambio e di crescita civile comune. Voglio anche ricordare come la terrazza esterna della Sala dei Notari ha visto l’unico discorso di piazza in Europa di Yasser Arafat contribuendo a dare il senso di una comunità aperta alle sensibilità che attraversano il mondo medio orientale.

La diffusa percezione che ogni qualvolta la pace nel mondo fosse una cosa che ci riguardava tutti è stata testimoniata dalla azione e impegno istituzionale, di tutti gli Enti Locali della nostra terra a partire proprio dalla città di Perugia. Un’attività che ha legato la comunità e le sue Istituzioni a una visione partecipata dei destini collettivi della umanità.

Perugia e l’Umbria dovrebbero reagire a un impoverimento culturale e civile che denota il silenzio sugli accadimenti nel mondo di questi anni. Il terrorismo, le nuove guerre, non può essere altra cosa dal destino individuale di ognuno di noi.

Anima Civica dovrebbe impegnarsi perché la nostra città recuperi il ruolo positivo e importante nella formazione e nella affermazione di una comunità inclusiva e solidale non più dominata dalla paura e dalla chiusura.

Renzo Patumi

Perugia, 18 maggio

Perugia è ancora una città industriale?

Il distretto industriale perugino, che comprende anche Corciano, Deruta e Torgiano, si afferma nel corso degli anni sessanta del Novecento, frutto di una serie di esperienze imprenditoriali che avevano portato all’affermazione di marchi di grande prestigio nazionale e internazionale. Per citarne alcuni: Perugina, Spagnoli, IGI, Ellesse, Ciai, Lungarotti, Dominici.

La Perugina è stata il volano di questo distretto, in quanto disponeva di una struttura con elevata capacità tecnologica, con procedure amministrative innovative e formative, in grado di riprodurre nuove esperienze d’impresa ed anche pratiche di democrazia maturate all’epoca del passaggio dalle commissioni interne ai consigli di fabbrica. Si può legittimamente parlare di una cultura industriale che portava le aziende anche ad interloquire, con un dialogo continuo e costante, con amministratori comunali e regionali, fino al punto che molte scelte imprenditoriali si intersecavano spesso con la pianificazione regionale.

Questa cultura si materializza in valorizzazione delle capacità imprenditoriali, ricerca e innovazione nell’ambito produttivo, selezione di un ceto manageriale, crescita delle competenze e capacità operaie, certezza occupazionale e con essa redditi e profitti.

Questa cultura, che è un insieme di valori, di atteggiamenti e di comportamenti collettivi, entra in crisi a metà degli anni settanta del Novecento, per l’impennata dei prezzi del petrolio con conseguente inflazione, e perdita di dinamicità del mercato.

Nel caso della Perugina l’azienda è sovradimensionata per il mercato italiano e inadeguata per il mercato internazionale e dopo varie operazioni finanziarie, commerciali e industriali è venduta alla Cir di De Benedetti nell’aprile 1985. Non è ancora la fase del passaggio di proprietà di molte imprese a multinazionali, che non hanno nel loro core business la condivisione di una cultura industriale e con una indubbia capacità di ricatto nei confronti degli amministratori regionali e comunali, ma è un tentativo di rilancio non solo della Perugina (che si chiama ora IBP) ma dell’intero distretto, perché è la premessa di un grande progetto industriale, la creazione del più grande gruppo alimentare italiano, in grado di competere con le multinazionali straniere, unificando IBP e SME (il polo alimentare pubblico). L’opposizione politica di Bettino Craxi e degli altri gruppi alimentari italiani e il mancato intervento dell’Iri, allora amministrata da Romano Prodi, decretano non solo il fallimento dell’operazione (vendita alla Nestlè nel 1988), ma l’inizio di una fase di declino dell’intero distretto industriale perugino, che vede trasferimenti di proprietà, ridimensionamento dei piani industriali, riduzione drastica degli occupati. Parallelo, e non a caso, lo scadimento del ceto politico amministrativo, non più stimolato e messo alla prova dall’iniziativa imprenditoriale, dalla capacità manageriale, dalla conflittualità operaia.

Oggi l’attività manifatturiera è ancora di alcune migliaia di imprese ma per la quasi totalità di piccole dimensioni (fino a 9 addetti) mentre sono solo cinque le aziende che contano più di 250 lavoratori, tra cui la Perugina, che ne conta settecento. Ma al di là dei dati quantitativi c’è un altro dato significativo: una alta percentuale della forza lavoro rientra nella categorie del lavoro somministrato, del lavoro occasionale e delle collaborazioni coordinate a progetto (cocopro). Persone tra i 35 e i 40 anni, con salari inferiori a quelli dei contratti a tempo determinato e indeterminato, molti assunti da agenzie che poi li smistano, sulla base della domanda, alle diverse aziende, per periodi più o meno lunghi.

Lavoro precario, proprietà lontane e mercati lontani, subalternità degli amministratori pubblici alle élite economiche e culturali, fanno sperare per il futuro?

(Marcello Catanelli 8 maggio 2018)