Cultura è Umbria.

Rimaniamo dell’idea che la cultura sia un valore per la crescita civile di una comunità e pertanto chi governa, deve assumerlo nella pratica quotidiana della amministrazione delle città. Quindi diventa un asset di governo, una funzione imprescindibile per il progresso di tutti, nessuno escluso, senza distinzione di razza colore e età. Questa visione ha portato le città dell’Umbria a essere esempi cui molti hanno guardato in Italia e non solo. Da qualche tempo questo primato è in crisi. Siamo consapevoli che questa congiuntura mette in discussione le radici di un’identità dell’Umbria su cui si è retta la sostanza e l’immagine di questa terra. Per questo discutere di cultura in Umbria, di produzioni culturali non è certo un esercizio di natura estetica. Riguarda al contrario la vita quotidiana delle nostre città, la loro capacità di attrazione e di produrre economia. Da qui vogliamo partire. Il viaggio inizia.

Da Gil Evans alle neo-tombe nobiliari.

Ma l’approdo è kitsch.

Nella ossessiva e ossessionante ricerca di una nuova identità, l’attuale Giunta Comunale ha partorito un’idea a dir poco geniale: rifare un cimitero a San Francesco al Prato. Non uno qualsiasi, ma un cimitero delle famiglie nobiliari della città. Non una semplice sfilata di tombe, ma addirittura con effetti speciali. Quelli che si utilizzavano una ventina di anni fa. Proiezioni multimediali, alta definizione, insomma un accrocco vecchio e già visto. Neanche un videomapping come si usa fare ora, troppo moderno e forse un po’ plebeo. Sarà davvero interessante venire a Perugia per vedere tombe e necrologi, il massimo per intercettare il turismo del crescente pubblico di halloween. Di là dalle scontate battute, rimane l’ossessione degli attuali amministratori di cancellare la dimensione internazionale della città, un’attività paragonabile solo alla furia iconoclasta delle culture autoritarie di imporre la loro visione del mondo. Leggi tutto “Da Gil Evans alle neo-tombe nobiliari.”

Beat the “Bit”, ovvero il nulla. (Episodio 3)

Il nulla, questo si può dire del Consiglio Grande del 23 Ottobre. Relazioni introduttive che elencano cifre, senza dire a cosa serviranno e in quale direzione strategica si vorrebbe che indirizzassero il nostro futuro. Amministratori che raccontano dei loro viaggi, altri che fanno della erudizione spicciola e come nella miglior tradizione di tale pratica si dimentica la finalità del ciclopico sforzo di leggere delle pagine di storia dell’arte locale. Omettendo al contempo sia la verità storica sia quella più recente di governo del restauro di San Francesco al Prato.

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Il 23 Ottobre Consiglio Grande. (Episodio 2)

Nell’impegno civile, definire un ambito di intervento è sempre difficile. Assumere la città come spazio di riferimento è una scelta impegnativa e, per la nostra città, inevitabile.
Per Perugia è urgente la necessità di elaborare una netta visione per il futuro: questo è possibile solo attraverso la formazione di una nuova cultura politica, assumendo lo spazio e la condizione urbana come riferimento programmatico.
Per fare ciò, va sgombrato il campo dal rimpianto di un passato che non può tornare: “la nostalgia fa l’amore con la fantasia”. Idealizziamo un passato tutto rose e fiori, in cui le progressive sorti della comunità si componevano per magia, ma la realtà non è così.
Perugia, come tutta l’Umbria, ha vissuto epoche difficili.

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Confronto, partecipazione, trasparenza e qualità urbana: le ricette per Perugia uscite dal dibattito ‘Arconi e non solo’

L’incontro pubblico sui quattro progetti strategici per la città ha evidenziato la voglia di una comunità che «vuole tornare a discutere del suo futuro»

Una città che si deve riappropriare della sua capacità, anche culturalmente parlando, di discutere del suo futuro e della sua qualità urbana. Come? Ridando la parola ai cittadini «che vanno ascoltati e non tenuti allo scuro dalle modifiche epocali che sta subendo». Questa la voce che si è alzata durante il dibattito pubblico organizzato dall’associazione StArt, mercoledì 11 ottobre a Perugia nei locali di Umbrò, a seguito del clamore suscitato dalla vicenda del nuovo progetto per gli Arconi. Il tema scelto per l’incontro ‘Arconi e non solo’ faceva presagire che non si sarebbe parlato solo di questo scottante argomento. Così è stato. I relatori Claudia Minciotti Tzoukas (storico, autrice di numerosi saggi sulla storia dell’evoluzione urbanistica di Perugia) e Giovanni Tarpani, introdotti da Angela Giorgi presidente dell’Associazione StArt, ed insieme ai vari interventi che poi sono seguiti, hanno trattato infatti lo stato dei progetti relativi a quelli che vengono considerati i quattro poli strategici per Perugia: Teatro Turreno, Mercato Coperto, Fontivegge e appunto gli “Arconi”. Quattro grandi progetti, comunque destinati a cambiare l’anima stessa della città.

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La Perugia del futuro, i 4 ‘assi’ per cambiare la città | Ma per andare dove?

Perugini a dibattito su Arconi, Mercato Coperto, Turreno e Fontivegge | Progettazioni importanti in passato affidate a figure come Aldo Rossi e Jean Nouvel, ora a chi tocca?

Arconi, Mercato Coperto, Turreno e Fontivegge. Quattro opere in grado di modificare profondamente il profilo di Perugia, dalla periferia sino all’acropoli. Progettazioni che nascono anche grazie ai circa 40milioni di euro di investimenti che nei prossimi anni pioveranno su Perugia per ripensare la città. Una cascata di fondi per nutrire idee e progetti trasparenti. Quattro interventi che determineranno l’appetibilità di Perugia e che potrebbero consentire di tornare ad essere la città fulcro vitale della regione, con un occhio al futuro e all’Europa. In una delle sale di Umbrò, la società civile ha voluto parlarne insieme a Giovanni Tarpani e la professoressa Claudia Minciotti Tsoukas.

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Arconi e non solo

Benvenuti sulla pagina ufficiale di Anima Civica!
Un progetto nuovo per la città, che dia spazio al confronto tra le generazioni e allo scambio di idee per Perugia.
Vi invitiamo a conoscerci al nostro primo appuntamento: ci vediamo domani, mercoledì 11 ottobre, alle 17,30 da Umbrò, per discutere insieme all’Associazione StArt della questione degli Arconi e di altri bei progetti per la nostra città.
Non mancate!

Chi siamo

Occorre aprire un dibattito sul futuro di Perugia e la sua vitalità di città di cultura, una convinzione che ci spinge a dare un contributo di idee per la crescita civile della nostra comunità. Una strada che intendiamo percorrere ascoltando tutti ma soprattutto dando voce a chi intende farsi parte attiva di questo obbiettivo. Questo è Anima Civica.

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